Vipera comune o Aspide

By | 20 luglio 2018

Vipera comune o Aspide [Vipera aspis (Linnaeus, 1758)]

Nomi dialettali: vìpra, vìpera, vépra, vìpera, aspite, erpite.

Scarsa e localizzata nella bassa collina, è invece ancora discretamente presente nel settore appenninico. Questo serpente frequenta diversi tipi di ambienti, come ad esempio ofioliti, discariche,  pareti rocciose, ghiareti, praterie, vaccinieti, radure, margini boschivi, calanchi, cespuglieti e campi coltivati. Alquanto mimetica, è difficile poter scorgere esemplari perfettamente immobili nel loro ambiente naturale. Se ne ha il tempo, all’arrivo di un potenziale nemico cerca riparo con la fuga; altrimenti rimane immobile, ma sempre pronta all’attacco, qualora il molestatore tenti di toccarla. Se però non viene toccata difficilmente attacca, anche se inavvertitamente gli si passa accanto. Nella nostra provincia questa specie può raggiungere la ragguardevole dimensione di 75 cm. Tra le nostre popolazioni montane, esiste ancora la credenza che le vipere vadano a partorire sulle piante: così i viperini cadendo a terra non riescono a mordere la loro madre che altrimenti morirebbe. Questa leggenda nasce forse dal fatto che, spesso e soprattutto, le femmine in gestazione, quando il terreno è freddo e umido, per termoregolarsi più rapidamente e favorire lo sviluppo degli embrioni, si portano in luoghi sopraelevati, anche a 2 metri di altezza. Gli accoppiamenti avvengono di solito a maggio e il ciclo riproduttivo è spesso biennale o triennale; i parti avvengono tra agosto e settembre, ma in caso di avversità climatiche vengono rinviati alla primavera successiva.

La vipera

La vipera

 

 

 

 

 

 

Nel territorio reggiano le vipere non sono più tanto comuni come un tempo, avendo risentito negativamente dell’aumento dei suoi predatori, in particolare cinghiali e rapaci che ne hanno ridotto drasticamente le popolazioni; quindi un loro incontro è del tutto occasionale. In ogni modo il morso della vipera non va assolutamente sottovalutato in quanto, oltre al rischio di shock anafilattico, il veleno presenta sempre una componente neurotossica più o meno importante che causa spesso fastidiosi danni permanenti. In caso di morso è importante mantenere la calma e contattare immediatamente il 118 che darà le indicazioni del caso. Assolutamente non applicare lacci emostatici, non cercare di rimuovere il veleno con siringhe o altro e non applicare alcool o ammoniaca. Eventualmente si può solo applicare nella zona del morso un bendaggio leggermente compressivo  con fascia elastica. Curioso appare l’utilizzo che se ne faceva a fini terapeuti in passato di questo animale che, oltre ad essere l’ingrediente principale per il famoso antidoto universale noto col nome di Teriaca, figurava in molte ricette popolari per curare i più svariati mali: ad esempio un ricettario reggiano riporta il grasso di vipera  come ingrediente per un unguento utile alla ricrescita dei capelli.

La vipera

La vipera

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