Natrice dal collare

By | 1 luglio 2018

Natrice dal collare

Nomi dialettali: bèssa, bésa, bèssa bisa, bissà bodara, bèssa d’acqua.

La Natrice del collare è una tipica abitatrice di ambienti umidi quali canali, fossi, fiumi, torrenti, maceri e laghi; non è però strettamente  legata alle zone umide e infatti non è raro incontrarne esemplari anche in località assai distanti dall’acqua. La colorazione dorsale di questo ofide è solitamente grigio-verdastra, con piccole macchie scure alternate. Nella livrea tipica è presente un doppio collare nero e bianco, ma negli esemplari più senili la parte chiara spesso tende a scomparire. Le femmine sono solitamente più grandi dei maschi, hanno coda più corta, testa più larga e possono raggiungere facilmente i 120 cm di lunghezza. Le dimensioni massime riscontrate sul nostro Appennino sono di 130 cm per i maschi e 155 cm per le femmine (es. catturato sul Monte Prampa [RE] nel maggio 1970 – foto sig. Ferdinando Notari). Gli esemplari più grossi sono sempre stati circondati da un alone di terrore e rispetto dalle nostre popolazioni montane e spesso su di loro sono fiorite leggende e credenze che tuttora persistono, soprattutto tra le persone più anziane; come l’enorme “magaráss” che si anniderebbe tra le mura della rocca di Sestola e il cui sguardo ipnotico  paralizzerebbe sia gli animali che gli esseri umani. Mentre a Nasseta (RE) per liberarsi di un enorme “magaláss” fu perfino chiesto aiuto ai paesi vicini e promessa la migliore campana a chi lo avesse ucciso; ora quella campana si trova sul campanile di Piolo!

Natrice dal collare

Natrice dal collare

 

 

 

 

 

 

La Natrice dal collare può essere considerata un valente “attore”: infatti, se molestata, inizialmente assume un aspetto “viperino” con emissione di soffi, fischi e tentativi di attacco con colpi di testa. Se però il molestatore non ha paura e continua la sua opera di disturbo, allora si finge morta, rovesciandosi su se stessa e tenendo la lingua a penzoloni. Non appena l’intruso si allontana di pochi metri, la biscia fugge velocemente, mettendosi al sicuro nell’acqua oppure in un rifugio sotterraneo. Un altro sistema molto efficace per tenere lontano eventuali molestatori o predatori è quello di secernere, dalle ghiandole cloacali, un liquido nauseabondo, il cui puzzo è così intenso che spesso occorrono più lavaggi con acqua e sapone per toglierne un po’ del fetore. Gli accoppiamenti avvengono appena dopo lo svernamento e ogni femmina può deporre, di solito nei letamai, fino ad oltre 100 uova lunghe in media 3 cm. Spessissimo anche questo innocuo serpente viene scambiato dai soliti “esperti” per una vipera e immancabilmente ucciso.

Natrice dal collare

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