Saettone

By | 11 maggio 2018

Saettone [Zamenis longissimus (Laurenti, 1768)]

Nomi dialettali: bisòun, tettavàcch, bèssa zala.

Specie tipica di ambienti boschivi e cespugliosi, è ampiamente distribuito dalla collina all’alto Appennino, mentre mancano del tutto segnalazioni per la pianura reggiana.

Il dorso è di colore giallo-olivastro-brunastro, il ventre è giallastro ed sui fianchi sono presenti piccole e sottili macchie chiare (a volte fuse a formare delle minute X) che servono a mimetizzarlo meglio quando si trova  sui rami e tronchi. Gran cacciatore di roditori e di uccelli, è un innocuo serpente che uccide le sue prede per costrizione. Come il Biacco, o forse ancor meglio di questo, si arrampica agilmente su alberi e cespugli dove sovente attende all’agguato le sue prede. Più schivo e timido del Biacco, a differenza di quest’ultimo tende ad allontanarsi in modo silenzioso all’arrivo di un qualsiasi molestatore. D’estate ha abitudini notturne. Le sue uova schiudono di solito ad agosto.

Saettone

Saettone

Tra i serpenti nostrani è, assieme alla Vipera, uno dei più tardivi ad entrare in letargo; non è infatti difficile incontrare soggetti nei boschi anche alla fine di ottobre-inizi di novembre. Meno mordace del biacco, è un serpente molto elegante che può raggiungere dimensioni ragguardevoli. In passato fu associato al culto di Esculapio, il dio della medicina per i greci e i romani. Tale divinità veniva raffigurata con in mano un bastone sacro sul quale era avvolto proprio un saettone, divenuto ora il simbolo internazionale del soccorso medico. Ricordo che Il serpente per molte civiltà ha rappresentato il potere guaritivo e rigenerativo simboleggiato dalla muta del rettile che richiama un’eterna rinascita.

Saettone

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