Il lupo (seconda parte)

By | 2 agosto 2015

IL LUPO (Canis lupus)

Per chi non avesse letto la prima parte

Il lupo è un predatore ai vertici della catena alimentare, la sua funzione biologica (e non solo) è fondamentale. Come tutti i predatori, tendenzialmente elimina gli animali ammalati, i vecchi ed i giovani e questo rende più vitali le popolazioni sottoposte a predazione.

Segni di predazione di due lupi

Segni di predazione di due lupi by GIOVANNI GROSSI

capriolo predato da un lupo a Villaminozzo

Capriolo predato da un lupo a Villa Minozzo by GIOVANNI GROSSI

Essendo un opportunista, la sua dieta può variare da ungulati a micro mammiferi, vegetali, rifiuti, carogne, ed animali domestici. Quest’ultima è chiaramente una delle criticità più rilevanti, nonostante vi siano indennizzi per chi viene colpito. Esasperazione, crisi economica, burocrazie e non accettazione del predatore (soprattutto nelle zone di nuova ricolonizzazione) possono spingere chi ha subito il danno a compiere atti illegali. Anche parte del mondo venatorio vede il lupo come un competitore, ma visioni più illuminate stanno lentamente prendendo piede.

Fototrappola

Fototrappola by GIOVANNI GROSSI

L’avvistamento in natura è un evento molto raro. Questo è dovuto alla bassa densità della specie, alle abitudini elusive, ai sensi molto sviluppati ed alla sua intelligenza. Normalmente, quando sorpreso, l’animale si allontana al trotto ricontrollando l’intruso dopo avere raggiunto una distanza di sicurezza. Il tutto si svolge in pochi secondi e chi ha vissuto un incontro si può davvero ritenere fortunato.

Fatta di lupo con peli di capriolo

Fatta di lupo con peli di capriolo by GIOVANNI GROSSI

In Europa non sono documentati casi di antropofagia (aggressioni/consumo a carico dell’uomo) da due secoli. Certamente possono essere avvenuti in passato ma in un contesto sociale, economico e culturale totalmente diverso. Adolescenti mandati a condurre il bestiame sono stati probabilmente aggrediti, ma è chiaro che sono condizioni difficilmente ripetibili nella nostra società

Anche patologie allora fuori controllo come la rabbia silvestre sono sicuramente responsabili, in alcuni casi, di questi atteggiamenti aggressivi verso l’uomo. Un lupo affetto da rabbia perde la prudenza che lo contraddistingue, e può, anche in pieno giorno rendersi visibile agli uomini attaccandoli senza timore. La rabbia è una zoonosi molto pericolosa che dopo un decorso turbolento conduce alla morte. Causata da un virus può infettare anche l’uomo, è sufficiente un morso ed il virus si può propagare. Immaginate come l’uomo con le scarse conoscenze scientifiche di quel periodo abbia poi legato il lupo al male assoluto, belva feroce, incarnazione del demonio.

Nessuno può realmente affermare che un’aggressione non accadrà mai, certamente possiamo dire che è molto improbabile. Mi piace ricordare come in Italia perdono la vita svariate persone ogni anno per puntura d’insetto, ma a nessuno viene in mente di sterminare tutte le vespe o non uscire di casa per timore di essere punti. Nel 2012 ebbi l’opportunità di seguire una cucciolata di lupi in collina. I cuccioli erano 6 in buono stato e riuscii ad avvicinarmi a 300 metri, distanza sufficiente per osservarli senza disturbare la loro intimità. Non vidi gli adulti ma sicuramente loro si accorsero della mia presenza. Non spostarono i cuccioli se non dopo 10 giorni alla ricerca d’acqua. Nonostante mi muovessi al buio per arrivare prima dell’alba non ebbi mai nessun problema con gli adulti, ed io ero lì a 300 metri dalla cosa più preziosa che un lupo possa avere, la sua cucciolata.

Tecniche di studio

Fototrappolaggio: Si tratta di strumenti che possono produrre video o foto. Sono attivati da un sensore e vengono posizionati dove si presume transitino gli animali. Oltre che fornire dati su presenza e frequenza di passaggio dei predatori, possono, dare informazioni su colorazione o anomalie degli animali. Inoltre si acquisisce la documentazione della fauna presente nel territorio.

Snow Tracking: Questa tecnica permette la raccolta di molte informazioni. Dopo una nevicata che copra uniformemente il territorio si percorre un transetto opportunamente stabilito. Nel caso si incontrino tracce di canidi si percorre la pista nel senso opposto in modo da non creare disturbo agli animali. Si possono rinvenire marcature, siti di riposo, predazioni. Si ottiene inoltre il numero minimo di lupi presenti in quel momento nell’area e dati sull’uso del territorio. Inoltre, mentre da una singola impronta non è possibile capire se si tratta di lupo o cane, con una tracciatura ed un po’ di esperienza si può con ragionevole certezza fare una discriminazione. Occorre fare attenzione ad una serie di elementi: Il passo tra un’impronta e l’altra deve essere 60/70 cm, l’impronta deve essere approssimativamente 9×10 cm, assenza dello scarto laterale, direzione decisa della pista (il lupo conosce il territorio e non spreca energia inutilmente), assenza di impronte umane. Da valutare la presenza di cani vaganti di grosse dimensioni sul territorio che potrebbero trarre in inganno.

Wolf howling: la tecnica consiste nell’emissione di un ululato, sfruttando la predisposizione degli animali a rispondere alle stimolazioni sonore in quanto animali sociali. Viene utilizzata soprattutto nel periodo estivo, finalizzata alla conferma dell’avvenuta riproduzione.

Telemetria: tecnica invasiva in quanto occorre applicare un radiocollare all’animale. Le informazioni raccolte sono molteplici, dai ritmi dell’animale all’utilizzo del territorio e nel caso si tratti di una femmina riproduttrice si possono intuire evidenze di una riproduzione con la localizzazione della tana e dei Rendez vous.

Genetica: Tramite la raccolta di campioni non invasivi (escrementi) o invasivi (parti di animale) possiamo, con l’analisi genetica, acquisire una serie di informazioni. È possibile genotipizzare l’animale raccogliendo le marcature sul territorio e ricostruirne un ipotetico uso minimo. Inoltre, si possono fare associazioni di parentela degli animali e determinarne il sesso. È ormai noto che i lupi sono i progenitori dei cani, lupi e cani sono interfecondi e dal loro accoppiamento nascono animali definiti ibridi. Tramite l’utilizzo di opportune tecniche è possibile con buona accuratezza la valutazione del grado di purezza del patrimonio genetico dell’animale, anche se occorre ricordare che dopo la seconda generazione queste evidenze tendono a diluirsi.

Dieta: Dalla raccolta degli escrementi opportunamente trattati si evidenza l’alimentazione dell’animale. Questa tecnica fatta su larga scala esprime la dieta degli animali in un determinato territorio. Nel nostro Appennino le specie più utilizzate sono il capriolo ed il cinghiale.

 

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